MARINA MANDER

Adolescenza è disordine. Adolescenza è casino. Adolescenza sono i dubbi, le paure. Adolescenza è sentirsi diversi, non capiti. Adolescenza è non capirsi e non piacersi.

Ma soprattutto l’Adolescenza è fatta di domande che tutti almeno una volta ci siamo posti: ”Cosa farò da grande?” “Cosa succederà nel mio futuro?”.

E Marina Mander ce la racconta in un solo libro, L’età straniera, in cui il protagonista, Leo, la vive come tutti gli adolescenti del mondo. Ci racconta dei suoi problemi, dei suoi pensieri, delle ingiustizie del mondo, della mancanza del padre, delle continue battaglie con la madre che cerca di aiutarlo, anche se in modo superficiale, di ”una famiglia di larghe vedute; talmente larghe che è difficile guardarsi negli occhi”.

                                                                                                                               Mario P. C.  classe 2B

LA SOFFERENZA SOTTO CASA NOSTRA

Non importa quanto sia ricca la città in cui vivi, la prostituzione e la sofferenza sono anche sotto casa tua.

Marina Mander ce ne parla diffusamente nel suo romanzo, L’età straniera, che insiste molto sui pensieri del protagonista adolescente, Leo,  un ragazzo che ha perso il padre il maniera tragica e che per questo può contare solo su una figura materna poco presente.

Un giorno grazie alla madre conosce Florin, un coetaneo costretto a prostituirsi…

Potrei soffermarmi su tanti aspetti di questo romanzo, ma vorrei qui ricordare solo quelli che mi hanno colpita di più durante l’incontro con l’autrice:

  • per prima cosa il fatto che l’autrice, come ha riferito, quando ha cominciato a scrivere il libro non sapeva nemmeno lei dove voleva andare a parare e solamente scrivendolo lo ha capito;
  • all’interno del libro sono presenti citazioni, parole che in italiano ed in rumeno hanno lo stesso significato e molti altri piccoli particolari che per essere colti richiedono molta attenzione da parte del lettore;
  • ho trovato interessante come nel libro sia più presente il padre oramai morto, che la madre, la quale non vede Leo per com’è veramente e si limita a guardarlo soltanto;
  • la storia è chiaramente tragica,  ma  in fondo , come dimostra il finale, una speranza c’è.

Personalmente l’intervista all’autrice, condotta da alcuni studenti del liceo che frequento, mi è piaciuta molto perché, secondo me, L’età straniera è un libro per niente scontato, ma soprattutto perché alla fine ciascuno di noi può riconoscersi in qualche modo in Leo, per il fatto che è un ragazzo introverso, che ama leggere o anche solo perché è uno che si fa mille domande, come ogni singolo adolescente si fa almeno una volta.                                                                               Veronica I. Classe 2B

Incontro con Viviana Mazza

“dialoghi a Scuola”: riflessioni sull’incontro con Viviana Mazza degli studenti del Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi di Gorizia”

di Teresa D. D’A.R. (classe 2B)

Ho trovato questo incontro, avvenuto in data 10 ottobre 2019, molto istruttivo e interessante poiché ho scoperto dei fatti di cui non ero a conoscenza ed ho avuto l’opportunità di ascoltare il punto di vista di Viviana Mazza, che ci ha parlato anche di alcuni dei suoi viaggi in Paesi come Afghanistan, Pakistan e Siria, e ci ha spiegato che lei vuole raccontare ciò che vede in quei luoghi per permettere, a chi lo desidera, di agire con le giuste informazioni.

Durante l’incontro Viviana Mazza ha parlato delle prime donne che per manifestare le proprie richieste, nel 1990, hanno partecipato a delle proteste accompagnate dai propri “guardiani”, ovvero gli uomini a cui sono affidate, che possono essere il padre, il marito o il fratello; questo fatto mi ha colpita molto, perché solitamente si parla delle donne che si ribellano e non degli uomini che le supportano. Inoltre la scrittrice ha parlato sia delle donne che combattono per i propri diritti e per una società più giusta ed egalitaria, sia di quelle che desiderano mantenere lo status quo e che sono conservatrici.

Viviana Mazza è una giornalista del “Corriere della Sera” e scrittrice; tra i vari libri che ha pubblicato ci sono La storia di Malala e Le ragazze di Via Rivoluzione.  In quest’ultimo narra molti episodi di donne che combattono per i propri diritti e in particolare di una ragazza vestita di bianco che, in Via Rivoluzione,  si è messa su una piattaforma e si è tolta il velo, lo ha  legato ad un bastone e lo ha sventolato. Di solito sventolare un telo bianco è segno di resa, invece in questo caso è stato un modo per ribellarsi, un simbolo di rivolta, fatto proprio, in seguito, da molte altre giovani donne.

Nell’introduzione del libro la scrittrice racconta della nonna siciliana, con cui ha avuto un profondo legame: secondo lei, visto il lavoro svolto dalla nipote e la sua capacità di sostentarsi da sola, non avrebbe dovuto sposarsi per forza. Questo racconto dice molto della situazione presente in un recente passato in Italia e ci spiega che in realtà non siamo poi così diversi da quei Paesi in cui le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini. 

Viviana Mazza

“dialoghi a Scuola”: riflessioni sull’incontro con Viviana Mazza degli studenti del Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi di Gorizia”

di Mario P.C. (classe 2B)

È strano pensare che certe persone rischierebbero qualsiasi cosa per il proprio lavoro, o anche per qualcun altro. Una di queste persone è Viviana Mazza, che ci racconta che è tornata in Pakistan perché “le persone erano diventate parte della mia vita”, rischiando anche la morte per rivederle.

Io pensavo che tutte le donne, come secondo me è giusto che sia, lottassero per i propri diritti; ma dopo questo incontro ho capito che è diverso: tante donne, ad esempio in Pakistan, hanno una mentalità conservatrice, quindi pensano sia giusto che l’uomo debba prevalere sulla donna. Ma nonostante ciò lottano per i diritti delle altre, per la libertà di scelta e di pensiero. E questo mi ha segnato molto: rischiare per qualcosa che a te non cambierebbe niente, ma agli altri sì. Ed è anche l’esempio di Viviana Mazza che, raccontando storie come quella di Malala, sensibilizza le persone alla realtà degli altri paesi. Questo incontro mi ha fatto riflettere molto su questi temi e anche sulla questione del clima, che ci riguarda tutti, in primis noi giovani, come la giornalista ha sottolineato ricordando che ”ogni generazione ha le sue battaglie e le combatte in modo diverso”.   

Riflessioni sull’incontro con Viviana Mazza

“dialoghi a Scuola”: riflessioni sull’incontro con Viviana Mazza degli studenti del Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi di Gorizia”

di Veronica M. I. (classe 2B)

Il 10 ottobre 2019 è stata sicuramente una giornata indimenticabile da tutti i punti di vista.

Per molti di noi è stata la prima conferenza alla quale abbiamo partecipato, e confesso che non è stato per niente facile mantenere l’attenzione per ben due ore.

Per quanto riguarda quello che ci ha lasciato questa esperienza, ma soprattutto Viviana Mazza, giornalista ed autrice di celebri libri, è di certo la conoscenza più ampia della situazione delle donne in Medio Oriente; e ciò ci ha fatto apprezzare un po’ di più la fortuna che abbiamo noi in Italia.

Qualcuno di noi ha avuto modo di mettersi in gioco rivolgendo all’autrice delle domande riguardanti il libro “La storia di Malala”, superando le proprie paure, ma soprattutto l’ansia di parlare in pubblico.

Analizzando invece gli argomenti trattati mi hanno colpita in particolare tre punti:

    • Il primo è stato il fatto che Viviana Mazza, nonostante la lontananza, ha mantenuto molto saldo il rapporto con le sue radici, in particolare quello con la nonna, che è stata sempre presente nella sua vita, fino alla fine.

    • Il secondo è stato scoprire che molte donne sotto il regime non solo sono considerate inferiori, ma loro stesse lo sentono a tutti gli effetti, proprio per il fatto che fin da piccole sono state abituate a pensare in questo modo. A noi questo può sembrare strano, mentre in Medio Oriente è molto frequente.

    • Infine il terzo punto per me significativo: scoprire che molte donne non hanno alcun timore di manifestare il loro sdegno per il regime, sapendo perfettamente che questo comporta l’arresto immediato o comunque gravi rischi.

Concludo dicendo che questa esperienza ha contribuito ad ampliare a tutti gli effetti, e non soltanto in ambito scolastico, il nostro bagaglio culturale, che è parte integrante della nostra vita.

Perché sto andando in Siria?

“dialoghi a Scuola”: riflessioni sull’incontro con Viviana Mazza degli studenti del Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi di Gorizia”

di David B. (classe 2B)

“Prima di partire c’erano dei momenti in cui mi chiedevo: “perché sto andando in Siria?”

Sono queste le parole di Viviana Mazza, giornalista del “Corriere della Sera”, che mi hanno colpito di più nel corso di questa conferenza. Mi hanno fatto pensare a quanto consideriamo distanti da noi eventi che accadono su questo pianeta ad altri esseri umani. Tutti sappiamo che in Siria c’è una guerra in corso, che stanno morendo vecchi, bambini, che in molti Paesi del mondo arabo le donne stanno combattendo per i propri diritti, ma sono informazioni che restano confinate in un servizio al telegiornale o in una pagina del quotidiano. Spesso parliamo e giudichiamo i fatti senza dar loro il giusto peso, come se fossero la trama di un film. 

Avere davanti una persona, una semplice giornalista italiana, che racconta i propri timori, paure e speranze su questo mondo è qualcosa che apre ad un nuovo punto di vista.

Effettivamente io e molti altri ragazzi della mia età abbiamo viaggiato e visitato Paesi anche più lontani della Siria, del Pakistan o dell’Arabia Saudita, ma che cosa abbiamo veramente capito di quelle realtà?

Viviana Mazza ha descritto i paesi che ha visitato nei loro aspetti positivi e negativi, smontando numerosi stereotipi presenti nel mondo occidentale. Ha dato molta importanza alla figura della donna, evidenziando le differenze all’interno di paesi ideologicamente vicini: per esempio, mentre in Arabia Saudita ci sono ragazze che combattono per i propri diritti, per la libertà di non indossare il velo e per quella di guidare, in Iran ci sono donne che siedono in Parlamento sostenendo le frange più conservatrici e riconoscendo che il ruolo dell’uomo deve essere diverso da quello della donna.

In sintesi, oltre che allargare la nostra conoscenza sugli avvenimenti del Medio Oriente, questo incontro ha contribuito, a mio parere, a portarci un passo più vicino a questo mondo che ci sembra lontano, ma che in realtà è a due passi da noi.                                                           

Un’ esperienza: mille culture

“dialoghi a Scuola”: riflessioni sull’incontro con Viviana Mazza degli studenti del Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi di Gorizia”

di Giorgio D.   classe 2B

Iniziano le domande formulate dagli alunni delle classi quinte e Viviana Mazza risponde accuratamente ad ognuna di esse. Concentrandosi principalmente sul messaggio che ha voluto lanciare con il libro, racconta la sua esperienza in Siria per conto del “Corriere della Sera”. Interessante il racconto di come di lì a poco le zone da lei visitate saranno dichiarate “inagibili” a causa degli scontri armati e di come per raggiungere la capitale Damasco abbia dovuto affrontare un viaggio in macchina da Beirut per evitare rischi. In Siria ha documentato la situazione della popolazione, che risente pesantemente del conflitto, ha conosciuto ed ha stretto un profondo legame con molte persone con le quali ha vissuto esperienze indimenticabili.

Continua poi commentando anche le situazioni in Iran e Arabia Saudita con un aneddoto interessante: durante un suo spostamento conosce della zia del suo autista, che s’incontrava periodicamente con le vicine di casa per bere il tè insieme. Ma durante questi incontri si ritrovavano spesso a parlare di politica con opinioni molto contrastanti che portavano spesso a veri e propri litigi. Queste signore però non si odiavano a causa delle idee politiche ed erano felici di ritrovarsi ogni volta, simbolo di come non serva la guerra per far prevalere sugli altri le proprie idee.

Altro particolare che ha molto colpito noi studenti è stato il racconto di come le ragazze iraniane desiderino a tal punto praticare sport o concedersi dei piaceri vietati dal regime da cercare costantemente escamotages per non incappare nella punizione dei militari: delle ragazze da lei conosciute, per esempio, praticavano il motocross sulle alture di Teheran dove era più difficile venissero scoperte.

Infine, quasi d’obbligo, si è parlato di Giulio Regeni e di come la censura e la repressione siano ancora presenti in molti paesi del mondo, limitando di fatto la libertà di pensiero e di espressione.

La sala è affollata, noi ragazzi ormai da qualche minuto ci siamo disposti a sedere nell’attesa dell’inizio dell’intervista. I minuti scorrono interminabilmente fino a che, accompagnata da un applauso generale, arriva la giornalista e scrittrice Viviana Mazza, che viene subito presentata elogiando le sue opere e il suo lavoro. Molto coinvolgente è stato il racconto personale legato alla nonna siciliana, con la quale aveva un forte rapporto. La nonna seguiva sempre gli spostamenti della nipote per constatare la sua salute e per tenersi in contatto. Un legame intenso che fa da introduzione al suo ultimo libro, Le ragazze di via Rivoluzione, incentrato particolarmente sul tema dei diritti delle Donne.                                                                                

L’incontro, durato due ore circa, concluso con una riflessione sui diritti, negati a molte donne, per i quali devono combattere quotidianamente, ha rappresentato un momento molto importante per tutti i partecipanti e in particolare per i ragazzi che hanno rivolto le proprie domande ed hanno colloquiato con l’autrice: un’ottima opportunità per informarsi, per mettere alla prova la propria capacità di autocontrollo, per imparare a parlare davanti ad un pubblico… abilità utilissime nel futuro.

La serata ad Aquileia

foto Mirella Damiani

La sera del primo giugno, Piazza Capitolo ad Aquileia si è illuminata sulle note eseguite dall’orchestra “Blue Strings” di Remanzacco. Gli allievi della scuola di musica dell’associazione culturale ArteGioia di Remanzacco diretta da Antonella Tosolini ed alcuni professionisti hanno intrattenuto gli ospiti con tre noti brani musicali.

Dopo questa esibizione, sul palco si sono presentati, con battute e sorrisi, i tre attori della compagnia “Teatro Incerto”. Lo spettacolo è stato molto entusiasmante. Durante lo svolgimento gli attori sono stati in grado di coinvolgere il pubblico tanto da doversi fermare spesso per gli applausi. È stata data l’impressione agli spettatori di essere seduti sul divano della stanza dell’appartamento dove il racconto è ambientato.

Teatro Incerto
foto Mirella Damiani

 

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere