Alcune riflessioni dei ragazzi di terza B del Liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” di Gorizia dopo l’incontro con Antonella Napoli

L’impressione che mi ha fatto Antonella Napoli è stata quella di una donna che ha vissuto sulla propria pelle ogni argomento di cui ci ha parlato. Mi aspettavo una giornalista che ci parlasse del fenomeno dei bambini soldato, magari con molta competenza, invece ho scoperto una persona che ci ha raccontato la propria storia vissuta attraverso le varie ingiustizie del mondo, le cui vittime sono persone che lei ha conosciuto direttamente, come Suleya e le donne nei campi profughi sudanesi, oppure lei stessa, come quando è stata fermata in Sudan e minacciata o quando riceve insulti da neofascisti italiani.

Mi ha fatto piacere vedere quanta fiducia ripone Antonella Napoli nella nostra generazione, che forse troppo spesso viene etichettata dagli adulti come “bruciata” o “viziata”, perché avere fiducia nei giovani vuol dire avere fiducia nel futuro e sapere che cambiare è ancora possibile.

David

 

Quando penso a un bambino vedo gioia, vedo gentilezza, vedo spensieratezza. In fondo i bambini sono fatti di amore e sogni.

Purtroppo c’è chi li sfrutta a proprio vantaggio, rubandogli quell’essenza speciale che tutti i bambini hanno.

A questi viene tolto il diritto di sognare: gli strappano dalle mani tutto quello che hanno e li trasformano in vere e proprie macchine da guerra. Diventano dei” bambini – soldato”, in cui per “bambini” si fa riferimento solo alla loro età.

Ci sono anche molte bambine che, oltre a combattere, vengono usate come schiave sessuali; come ci dice Antonella Napoli “non solo viene violata l’essenza come bambini, ma anche l’intimità e l’essere donna”. Non riesco a vederci niente di umano in queste “persone”.

Un bambino – soldato non potrà mai ritrovare la sua innocenza, ma può cambiare. Infatti anche nell’orrore estremo cambiare è possibile, ritrovarsi è possibile, aiutare questi ragazzi è possibile.

Dopo queste riflessioni non riesco a smettere di pensare a quanto io sia fortunato.

 

Mario

 

Prima di iniziare la lettura del suo romanzo, non sapevo dell’esistenza dei bambini – soldato ed ero ignara di tutto l’orrore e il terrore che bambini dell’età dai 6 ai 16 anni sono costretti a subire. Ho trovato molto interessante l’invito che la giornalista ci ha rivolto a prendere consapevolezza del fenomeno. Inoltre ritengo molto importante il messaggio di speranza che ha voluto trasmetterci sia attraverso il libro che attraverso l’incontro, facendoci apprezzare il suo modo ottimistico di vedere e di fare le cose, interessante non solo per chi fa giornalismo, ma anche per affrontare la vita.

Antonella Napoli ha sottolineato anche l’importanza di non permettere mai a nessuno di dirci cosa fare del futuro, ricordandoci che la vita va vissuta secondo i nostri ideali e non secondo quelli degli altri.

Elena

 

I dati relativi al fenomeno dei bambini-soldato sono davvero spaventosi: superano le 300.000 unità. Antonella Napoli ci ha spiegato come le grandi potenze mondiali non si interessino abbastanza del problema; ad essere veramente impegnate nella ricerca di soluzioni per sanare questa piaga sono soprattutto le organizzazioni umanitarie.

La giornalista ha parlato anche delle disuguaglianze di genere, sottolineando come creda nelle capacità dei giovani di affrontare la vita. Questo mi ha molto sorpreso, perché al giorno d’oggi molti adulti non hanno fiducia in noi.

Riccardo

 

Oggigiorno i problemi nel mondo sono tantissimi, molti di questi sono poco conosciuti, alcuni addirittura ignoti a molti di noi: crisi, guerre, violenze e crimini di cui noi ignoriamo l’esistenza. Ci sono bambini che soffrono, bambini strappati alle loro famiglie o addirittura venduti da esse stesse. Bambini che, invece di godersi la propria infanzia sono costretti, tramite torture fisiche e psicologiche, a uccidere. A questi bambini vengono strappate l’innocenza e l’umanità. Questa è una realtà che purtroppo pochi conoscono, ma soprattutto che pochi cercano di arginare. La maggior parte dei tentativi fatti per aiutare questi bambini sono stati vani, molti di questi mai concretizzati, perché tutti siamo bravi a parlare, ma solo poche persone agiscono veramente.

Ci sono anche molte donne che vivono nella paura, non hanno mai la certezza di essere al sicuro, non possono camminare da sole perché rischiano la loro stessa vita e la loro dignità. Vengono punite per ogni piccola cosa, molte volte violentate da gruppi di uomini solo per il piacere di vederle soffrire.

Il mondo però di queste cose non parla, se accendiamo la tv non sentiamo mai notizie su queste situazioni così drammatiche, sono problemi trascurati e dimenticati e l’errore più grande che possiamo commettere e che stiamo commettendo è quello di essere indifferenti davanti a questi argomenti. Anche solo parlarne e far conoscere la verità al maggior numero possibile di persone potrebbe aiutare molti bambini e donne di tutto il mondo, che sono stati privati della loro felicità.

Sofia M.

 

Ho apprezzato molto il fatto che durante l’incontro non si sia parlato esclusivamente del libro, come mi sarei aspettato, ma anche di vicende personali e altre importanti tematiche.  Mi è piaciuto anche il modo di relazionarsi della giornalista, che nonostante la sua notorietà ha saputo interagire con noi ragazzi in modo semplice e diretto, affrontando temi delicati e complicati con naturalezza.

L’intervento della giornalista mi ha fatto capire quanto siano necessarie l’istruzione e la cultura per poter affrontare e cercare di risolvere problemi che affliggono l’umanità. Mi auguro che incontri simili siano ripetuti nel corso dell’anno.

Andrea

 

Dopo questo incontro ho aperto gli occhi su un argomento di cui prima non sapevo quasi nulla. Ho capito quanto siano importanti la passione, l’amore, la perseveranza e l’impegno che uno mette nel proprio lavoro e quanto tutti questi fattori possano influire sull’esito del nostro operato.

Ho capito che non bisogna mollare mai e che è necessario cercare di affrontare gli ostacoli che la vita ci mette davanti, perché se ci mettiamo impegno e costanza alla fine riusciremo a superarli.

Sofia V.

 

Sacrificio, determinazione e amore per il proprio lavoro, tutti principi che possono essere ricondotti all’incontro tenutosi con Antonella Napoli nel nostro liceo. Un’ esperienza profonda, che segnerà ognuno di noi. Un messaggio, quello lanciato da Antonella Napoli, che difficilmente si può dimenticare e ignorare. Quasi come un lampo che interrompe le nostre normali vite per farci riflettere un istante su quanto siamo fortunati. Fortunati ad avere una famiglia, fortunati ad avere un’istruzione e fortunati a poter scegliere che cosa fare. Non tutti però sono così fortunati ed è proprio su di loro che si è incentrato l’incontro. Ragazzi della nostra età che per puro caso sono nati dall’altra parte del globo, trovandosi negati diritti che a noi parrebbero scontati.

Quello dei bambini-soldato è un enorme problema ed è la conseguenza di inutili conflitti per supremazia e risorse. A subirne le conseguenze sono i civili, arruolati nelle più brutali maniere, per combattere come piccoli soldati le guerre altrui.

L’incontro si è concluso con un ricordo di Giulio Regeni, che ha lottato, dando la sua vita, per il suo lavoro e per la verità e insegnando ad ognuno di noi a guardare il mondo con i nostri occhi.

Giorgio

 

Mi ha colpito il fatto che Antonella Napoli abbia deciso di cambiare la sua carriera lavorativa per aiutare le persone in difficoltà, nonostante si tratti di una scelta pericolosa e meno conveniente, poichè al giorno d’oggi alle persone interessano i giornali che parlano di cronaca rosa oppure quelli che le riguardano direttamente, come i giornali locali, piuttosto che quelli in cui si parla di un continente che ci sembra lontano. Lei ci insegna che, se quello che fai ti piace, non lo cambieresti con nulla al mondo. Dimostra anche che ogni persona, nel suo piccolo, può dare una mano, facendo anche il minimo sforzo, in modo da poter, per quanto le sia possibile, limitare i tanti problemi del mondo. Per esempio, come ci ha detto, basterebbe informarsi, in modo da rendersi conto anche della fortuna che abbiamo, come quella di andare a scuola, che non è sicuramente una cosa scontata in altre zone del mondo.

Sara

 

Lei è una persona fantastica, una signora coraggiosa, che ha vissuto esperienze drammatiche come quella in Sudan. Ci ha mostrato il suo amore per il proprio lavoro e la vita. L’incontro con lei ha allargato i nostri orizzonti e ci ha fatto capire che anche nel duro ambiente dell’Africa c’è ancora speranza per la vita.

Oscar

 

Antonella Napoli per me è un grande esempio:  infatti ha dedicato e dedica una parte sostanziosa del suo tempo ad aiutare chi ha bisogno, basti pensare alla fondazione “Italians for Darfur”, ma non solo, la giornalista si impegna anche a favore di un diritto fondamentale come quello della libertà di stampa e infine documenta tutto ciò di cui si occupa così da poter informarci su importanti fatti di ingiustizia dei quali spesso non si parla e su cui non si agisce adeguatamente.

Matteo

 

Ogni giorno ci svegliamo e viviamo la nostra vita in modo spensierato, preoccupandoci di quelli che riteniamo dei problemi come possedere l’ultimo cellulare immesso sul mercato oppure comprare un nuovo vestito. Tuttavia non ci poniamo mai una domanda importante: “Ma i miei sono realmente dei problemi? Forse qualcuno nel mondo è meno fortunato di me?”

Per rispondere, possiamo fare riferimento alle parole di Antonella Napoli, una persona che ha visto e vissuto sulla prorpia pelle i veri problemi del mondo, ma che ha avuto il coraggio di documentarli, mettendo in serio rischio la propria vita, nel nome della libertà e della giustizia.

Infatti da diversi anni si occupa di diritti umani, documentando diverse realtà dell’Africa, in particolare il dramma dei bambini soldato, un problema che riguarda diversi Paesi del mondo, ma soprattutto che distrugge la vita di migliaia di bambini, sottoponendoli a terribili violenze e costringendoli a commetterle in prima persona.

Antonella Napoli in pochi anni è riuscita a sensibilizzare un elevatissimo numero di persone anche grazie ai suoi libri, che aprono la mente e fanno capire che nel mondo ci sono persone le quali vivono ogni giorno realtà durissime a differenza di altre che scambiano per problemi quelli che in realtà sono solamente vizi creati dal benessere.

 

Edoardo

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