Incontro con Viviana Mazza

“dialoghi a Scuola”: riflessioni sull’incontro con Viviana Mazza degli studenti del Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi di Gorizia”

di Teresa D. D’A.R. (classe 2B)

Ho trovato questo incontro, avvenuto in data 10 ottobre 2019, molto istruttivo e interessante poiché ho scoperto dei fatti di cui non ero a conoscenza ed ho avuto l’opportunità di ascoltare il punto di vista di Viviana Mazza, che ci ha parlato anche di alcuni dei suoi viaggi in Paesi come Afghanistan, Pakistan e Siria, e ci ha spiegato che lei vuole raccontare ciò che vede in quei luoghi per permettere, a chi lo desidera, di agire con le giuste informazioni.

Durante l’incontro Viviana Mazza ha parlato delle prime donne che per manifestare le proprie richieste, nel 1990, hanno partecipato a delle proteste accompagnate dai propri “guardiani”, ovvero gli uomini a cui sono affidate, che possono essere il padre, il marito o il fratello; questo fatto mi ha colpita molto, perché solitamente si parla delle donne che si ribellano e non degli uomini che le supportano. Inoltre la scrittrice ha parlato sia delle donne che combattono per i propri diritti e per una società più giusta ed egalitaria, sia di quelle che desiderano mantenere lo status quo e che sono conservatrici.

Viviana Mazza è una giornalista del “Corriere della Sera” e scrittrice; tra i vari libri che ha pubblicato ci sono La storia di Malala e Le ragazze di Via Rivoluzione.  In quest’ultimo narra molti episodi di donne che combattono per i propri diritti e in particolare di una ragazza vestita di bianco che, in Via Rivoluzione,  si è messa su una piattaforma e si è tolta il velo, lo ha  legato ad un bastone e lo ha sventolato. Di solito sventolare un telo bianco è segno di resa, invece in questo caso è stato un modo per ribellarsi, un simbolo di rivolta, fatto proprio, in seguito, da molte altre giovani donne.

Nell’introduzione del libro la scrittrice racconta della nonna siciliana, con cui ha avuto un profondo legame: secondo lei, visto il lavoro svolto dalla nipote e la sua capacità di sostentarsi da sola, non avrebbe dovuto sposarsi per forza. Questo racconto dice molto della situazione presente in un recente passato in Italia e ci spiega che in realtà non siamo poi così diversi da quei Paesi in cui le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini. 

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